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NINA FESTIVAL. Arrivano le intelligenze collettive.

NINA – Né intelligente, né artificiale.

Non è un festival tecnologico. È una domanda politica.

NINA Festival: dall’8 al 10 maggio tra Roma e Milano

La seconda edizione del festival NINA – Né intelligente né artificiale è in arrivo: un fitto programma di eventi, talk e approfondimenti, dall’8 al 10 maggio, tra Milano e Roma. Una rassegna dedicata a tecniche, smanettone, artiste, teoriche, curiose e scettiche che hanno progetti, artefatti o contenuti da condividere con noi e con chi ci sarà. Così lo presenta il Collettivo NINA.

Il tema al centro della discussione sarà la relazione tra l’incomputabile — tutto ciò che non può e non “merita” di essere calcolato, o non dovrebbe esserlo — e l’AI generativa. Perché, come scrivono nell’invito pubblico, se è vero che l’intelligenza artificiale si mostra con un divenire umano della macchina, allora, è vero anche il contrario: assistiamo a un divenire macchinico della specie. E dobbiamo aprire, in fretta, spazi pubblici e collettivi di dibattito, approfondimento e ricerca indipendente.

Un dibattito che riguarda le istituzioni

Alla presentazione del Festival sono intervenuti, tra gli altri, Anita Pirovano, Presidente del Municipio 9 di Milano e Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura del Comune di Roma, sottolineando la necessità di aprire uno spazio pubblico e politico sul tema delle tecnologie.

“Il festival di Nina” ha dichiarato Pirovano, “che il Municipio 9 volentieri patrocina, è un appuntamento necessario per affrontare come le intelligenze artificiali impattino in tutte le dimensioni della vita di ciascuno e ciascuna”.

“Non sono tecnologie neutre e vanno guardate con uno sguardo umano e politico per svelare come l’innovazione senza inclusione sia solo un generatore automatizzato di vecchie e nuove disuguaglianze“, ha poi aggiunto la presidente. “Il festival attraversa luoghi della città abitati da comunità vive e vivaci e abbiamo più che mai bisogno a Milano di rimettere al centro la dimensione collettiva e pubblica, che non può essere sostituita né dalle speculazioni urbanistiche né dagli algoritmi del tecnofeudalesimo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, rispetto al ruolo delle istituzioni, anche l’Assessore Smeriglio. “In un mondo dove il cambiamento è la costante non affrontarlo sarebbe una sconfitta. Per questo ho pensato che l’assessorato alla cultura di Roma dovesse essere parte integrante di questo momento di costruzione di intelligenza comune ed umana sul presente”.

Il Collettivo NINA ha inquadrato il contesto attuale mettendo in discussione la narrazione secondo cui le big tech sarebbero oggi sotto controllo: se da un lato aumentano le pressioni regolatorie, dall’altro gli effetti materiali mostrano una pervasività crescente dei sistemi algoritmici. Ogni azione di consumo e produzione viene registrata, modellata e resa predittiva, orientando comportamenti e processi sociali. Quella che un tempo era sorveglianza è oggi un’infrastruttura capace di influenzare la società civile a ogni livello, producendo discriminazioni, gerarchie e abusi su scala.

Nasce la rivista Intelligenza Automa

In questo scenario, il festival lancerà il 9 maggio, tra Milano e Roma, una serie di attività pratiche e progressive destinate a proseguire nei prossimi mesi. Tra queste, la nascita della rivista “Intelligenza Autonoma”, che raccoglie contributi di oltre venti autori e autrici su visioni critiche dell’intelligenza artificiale, e un ciclo di azioni tecnico-pratiche di autodifesa e formazione, orientate all’esercizio concreto dei diritti digitali.

Una prima iniziativa riguarda i processi automatizzati di selezione del lavoro: se formalmente le decisioni dovrebbero sempre prevedere un intervento umano, nella pratica sistemi di screening algoritmico vengono già utilizzati in modo opaco. Per questo NINA ha attivato un canale anonimo di segnalazione per raccogliere testimonianze e proteggere whistleblowers, con l’obiettivo di costruire evidenze utili ad azioni legali e collettive.

Mappare e comprendere questi meccanismi è il primo passo per contrastarli. Parallelamente, il collettivo lavorerà alla diffusione di strumenti di autodifesa capaci anche di mettere in crisi i bias delle tecnologie stesse.

“Questo per noi è un approccio poco ingenuo: non chiedere soltanto regolamentazioni, ma costruire movimento e competenze diffuse”, spiegano da NINA.

Il festival si configura così come uno spazio di ricerca, arte e conflitto, ma anche come piattaforma di organizzazione. Le iniziative si inseriscono infatti in una prospettiva più ampia: la costruzione di un Sindacato Universale Digitale, capace di aggregare quella che viene definita “la classe sociale degli umani intermediati dagli algoritmi”.

Perché se individualmente siamo ridotti a utenti, collettivamente possiamo rivendicare diritti, potere e nuove forme di intelligenza comune.


Per il programma completo: https://www.nina.watch/festival.html

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